Martedì, 31 Gennaio 2017 15:49

Le 4 lettere che ogni meccanico dovrebbe conoscere : EOBD

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Quattro lettere da analizzare, capire. Una buona conoscenza dei codici Eobd è basilare per l'autoriparatore moderno che, visto anche lo sviluppo sempre più “spinto” delle vetture sotto il profilo tecnologico, deve possedere il know how adatto a fornire risposte efficaci e puntuali.

Facciamo un passo indietro: che cos'è l'Eobd? È legato a una serie di dispositivi, etichettati genericamente “equipaggiamento antinquinamento della vettura” , che approfitta della messa a punto, voluta dal Parlamento europeo, dell'European On Board Diagnosis (Diagnosi europea di bordo, appunto Eobd). La nascita di questi dispositivi si era resa necessaria in base alla volontà di ridurre l'inquinamento atmosferico dovuto alle emissioni delle vetture, al fine di contrastare il famoso effetto serra. L'allora Europa dei Quindici aveva fissato le tappe obbligate per produrre veicoli sempre più “puliti”: il risultato è stata l'immissione sul mercato, dal 2005, di automobili Euro 4, inquinanti fino al 70% in meno rispetto a una con classe di emissione Euro 1. Da allora, di strada ne è stata fatta parecchia in materia, tanto che sono arrivate auto Euro 5 ed Euro 6.

L'Eobd, in estrema sintesi, deriva dall'Obd nato in America ed è un dispositivo integrato nel motore, deputato al rilevamento delle anomalie dell'equipaggiamento antinquinamento, con segnalazione al conducente di qualsiasi “campanello d'allarme” riguardante il superamento del limite di emissioni consentite in previsione di un'immediata riparazione. Il sistema è in grado di rilevare l'origine del probabile malfunzionamento, memorizzandone la causa attraverso codici errore e trasferendone traccia alla centralina, solitamente quella di gestione motore.

Stumento di diagnosi autoTutti gli autoriparatori hanno accesso alle informazioni diagnostiche dell'equipaggiamento antinquinamento del veicolo, poiché tutte le automobili vendute all'interno della Comunità europea rispondono alle stesse specifiche di accesso all'Obd. Un sistema, dunque, che possiamo definire aperto. Come funziona? Per accedere alle informazioni trasmesse dall'Eobd sono disponibili strumenti di lettura quali l'Autocom CDP, che devono essere capaci di supportare quattro linguaggi della comunicazione: si tratta di Iso9141, J1850, KeyWord2000 e Diag On Can. Una cospicua parte dei terminali di autodiagnosi comprende la funzione Scan Tool, strumento omologato che consente di leggere i codici errore inviato alla centralina.

I vantaggi introdotti da questa “universalizzazione” sono molteplici per un autoriparatore indipendente. Per esempio, il meccanico non è più costretto a doversi dotare di una vasta gamma di strumenti di autodiagnosi, cartucce adattabili o cavi in base alla vettura sulla quale intervenire.

L'Eobd “dialoga” con il guidatore attraverso la presenza, sul pannello di controllo della vettura, di una spia d'allerta che avvisa del malfunzionamento. Per una diagnosi approfondita ed efficace, inoltre, nell'abitacolo c'è la presenza di una presa standard dove collegare il terminale universale di analisi, lo ScanTool. Ma non finisce qui: l'Eobd richiede l'estensione del programma e della scheda elettronica della centralina di gestione motore al fine di monitorare costantemente i sensori e gli azionatori che tengono “sotto sorveglianza” il controllo delle emissioni.

Si tratta di:

  • elettrovalvola di riciclo dei gas di scarico
  • iniettori
  • sensore di regime motore
  • sensore di posizione dell’albero a camme
  • circuito di accensione
  • sonda lambda a valle del catalizzatore
  • sonda lambda a monte del catalizzatore
  • pompa dell’aria secondaria
  • l’elettrovalvola di soffiaggio dell’aria secondaria
  • la centralina stessa.

Attraverso questo monitoraggio, vengono controllate molte funzioni. Nelle vetture a benzina, si tengono sotto controllo eventuali perdite di colpi legate a una cattiva combustione, l'usura del catalizzatore, il controllo automatico della miscela, il sistema di iniezione dell'aria di scarico, il ricircolo dei vapori benzina, il ricircolo dei gas di scarico, la centralina del cambio automatico, quella di climatizzazione e, infine, la centralina di controllo Gpl, se presente.

Per quanto riguarda le vetture diesel, l'Eobd “tiene d'occhio” l'usura del catalizzatore, l'efficienza del filtro antiparticolato (se presente), il circuito di preriscaldamento, il ricircolo dei gas di scarico, la centralina della scatola del cambio automatico, così come la portata e l'anticipo dell'iniezione.

Insomma, l'Eobd è proprio un alleato prezioso per un autoriparatore. Conoscerlo a fondo vuol dire saper offrire richieste sempre puntuali alla nostra clientela.

Letto 4566 volte Ultima modifica il Martedì, 31 Gennaio 2017 16:26

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